
E’ vero: Copenaghen non è andata bene, troppe aspettative dicono i giornali governativi; anche le vicende Italiane sono più tossiche di prima e tutto questo fa venire la voglia di riempire lo zaino e anticipare la partenza.
Prima però, visto che questo gelo non accenna a cambiare, io credo che ci vogliano degli auguri simbolicamente forti; quindi appoggio nell’ingresso il mio leggero bagaglio e tiro fuori il servizio buono per apparecchiare ad arte, come i nostri genitori ci hanno insegnato, quindi accendo le fiamme luminose che vanno verso l’alto e imbandisco la tavola con l’uva e i melograni auspichi di buona fortuna; alla fine poi scelgo il brindisi con un rosolio profumato d’alloro per non dimenticare la gloria e l’orgoglio del saper fare. Ecco fatto!! Su questa tavola poggiano i miei sostanziosi auguri; io li faccio a tutti, sì proprio a tutti, nessuno escluso; perché ho la ferma idea che oggi, forse più di ieri, siamo tutti nella stessa barca, o no?
good-bye.. auf wiedersehen.. au revoir ..ci vediaaamo





